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Ecetra
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mwbaEcetra (grafia fonetica mwbqlatina: mwbgĔcĕtra), antica città italica del mwbwmwcaLatium, fu capitale dei mwcqVolsci ecetrani,cite-ref-1[1] forse ubicata sui mwdgMonti Lepini a nord-est; prese parte (con ruolo preminente per tutto il mwdwV secolo a.C.) agli scontri tra mweaRoma e i Volsci nell'mweqetà regia e agli inizi della mwegRepubblica, poiché adiacente al territorio degli mwewEqui.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Viene citata una prima volta in relazione alla pace tra Roma e i Latini promossa da mwfwTarquinio il Superbo, cui aderirono, oltre alle città Latine, anche tutte le città degli Equi, e solo due città dei Volsci: Anzio ed Ecetra.cite-ref-dioiv49-2-0[2].
Nel mwhq495 a.C., durante le campagne contro i mwhgVolsci condotte dai consoli mwhwAppio Claudio Sabino Inregillense e mwiaPublio Servilio Prisco Strutto, Ecetra dovette essere presa dai romani, se poi gli mwiqAurunci inviarono a Roma un'ambasceria per chiedere che i territori di questa città gli fossero restituiti, e i romani ritirassero la guarnigione che vi avevano lasciato a difesa dei propri colonicite-ref-3[3].
I Romani ne invasero il territorio sconfitti gli Equi nella mwjwbattaglia del monte Algido (mwka459 a.C.). La città fece allora da mediatrice fra i due popoli.
La decadenza di Ecetra, che fu colonia di mwkgmwkwAntium,cite-ref-4[4] iniziò a seguito dell'invasione gallica del mwma390 a.C., sebbene dodici anni prima ebbe ancora una rilevante importanza nella campagna di quell'anno.cite-ref-5[5] In mwnqPlinio il Vecchio figura tra le città scomparse alla sua epoca.cite-ref-6[6]
Ubicazione
La storiografia non si mostra coerente nel descrivere la posizione di Ecetra, collocabile in generale tra la mwpaValle del Sacco, l'mwpqAgro Pontino e i mwpgColli Albani.
Alcuni studiosi hanno pensato a una collocazione in territorio pontino, tra mwqaCora, mwqqArtena, mwqgNorba latina, mwqwSetia e mwraSuessa Pometia.cite-ref-0-7-0[7] Tale ipotesi troverebbe sostegno in affermazioni dello storico romano mwsqTito Livio:
«Il giorno seguente l'esercito [romano] fu condotto a
Suessa Pometia
, dove si erano rifugiati i nemici: in pochi giorni la città fu presa e abbandonata al saccheggio: col bottino fatto i soldati bisognosi si rimisero un poco in sesto. Il console condusse l'esercito vincitore a Roma con grandissima sua gloria personale. Mentre ritornava a Roma gli rivolsero gli ambasciatori dei Volsci Ecetrani, che temevano per la loro sorte dopo la presa di
Pometia.
Ad essi con deliberazione del senato fu concessa la pace, ma fu tolta una parte del territorio»
(Ab Urbe condita libri, II, 25)
Per cui si è pensato, per via del timore dei Volsci ecetrani, a una vicinanza geografica di Ecetra a mwtaSuessa Pometiacite-ref-0-7-1[7] e a una sua collocazione più o meno intermedia tra Suessa Pometia e Roma. Per questo ne è stata proposta anche l'identificazione con mwuqCisterna di Latinacite-ref-8[8] anche per via del rinvenimento di un'estesa città romana rinvenuta in località Caprifico che ne potrebbe costituire la prosecuzione storica nei secoli successivi alla capitolazione volsca.
Secondo alcuni lo stesso storico romano nella medesima opera suggerirebbe invece che Ecetra (distinta da mwvwArtena) fosse prossima a mwwaFerentino, quindi nella mwwqvalle del Saccocite-ref-9[9]cite-ref-0-7-2[7], tuttavia questa vicinanza non viene in realtà mai affermata quanto piuttosto viene affermato che entrambe le località fossero state luogo di contemporanea battaglia, il che non ne implica vicinanza. Secondo Massimiliano Mancini, autore ciociaro, tuttora non è possibile localizzare Ecetra anche se a suo avviso, per quanto deducibile dalla storiografia e per il ruolo politico avuto dai Volsci dell'interno, può ritenersi che la capitale dei Volsci ecetrani fosse nella valle del Saccocite-ref-0-7-3[7] e deve supporsi prossima a mwzgSupino e mwzwMorolo.cite-ref-0-7-4[7]
Si è infine anche proposta come localizzazione il luogo dell'attuale Civita di mwbqArtena, ove degli scavi, eseguiti a partire dal mwbg1978 da una missione belga, hanno consentito di rilevare un insediamento il cui sviluppo risale almeno alla metà del mwbwVII secolo a.C.: si è riconosciuto il disegno di un impianto urbano in mwcaopera poligonale, la cui rifondazione è databile tra gli ultimi decenni del IV e la metà del mwcqIII secolo a.C.. L'insediamento è collocato all'ingresso della valle del Sacco e a controllo della mwcgmwcwVia Latina, deve essere opera romana, conseguente alla prospettiva delle mwdaguerre sannitiche e dell'espansione territoriale in Campania.
Note
cite-note-11. ↑ «Le formule "Volsci Ecetrani", "Volsci Anziati" [questi ultimi riconducibili ad mwewmwfaAnzio] che si trovano nelle fonti, mostrano che ben presto si cominciò a distinguere fra Volsci della costa e Volsci dell'interno [gli Ecetrani]. Ma nulla prova che Volsci fosse il loro nome nazionale fin dalle origini» (sulla mwfqTreccani).
cite-note-44. ↑ «mwjq [...] che mwjgAntium era il centro delle operazioni, che a Ecetra coloni di mwjwAntium tenevano apertamente delle riunioni; quello era il punto di riferimento, quelle le forze della guerra» (Tito Livio, mwkamwkqAb Urbe condita libri, III, 10).
cite-note-66. ↑ mwmwmwnaNaturalis Historia, III, 5, 9.
cite-note-0-77. ↑ Massimiliano Mancini, mwqaI Volsci e il loro territorio, Frosinonemwqq, Massimiliano Mancini EdItore, 2013, pp. 69-70.
cite-note-88. ↑ mwrqAntonio Pennacchi, mwrgmwrwCISTERNA E BASTA (E COMUNQUE NON DI LATINA). TRA TOPONOMASTICA E MICROGEOPOLITICA, su mwsaLimes, 15 febbraio 2008. mwsqURL consultato l'11 marzo 2019.
cite-note-99. ↑ «Coi Volsci si venne a battaglia campale presso Ferentino ed Ecetra: le sorti della battaglia furono favorevoli ai Romani. I tribuni poi cominciarono ad assediare Artena, città fortificata dei Volsci» (mwtqmwtgAb Urbe condita libri, IV, 61).
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• mwwwArtena (1994), in «Treccani.it - Enciclopedie on line»
• mwxqEcetra (1932), in «Treccani.it - Enciclopedie on line»
• mwxwEcetra, in «Treccani.it - Enciclopedie on line»
• mwyqVolsci, in «Treccani.it - Enciclopedie on line»